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Breve Introduzione

articolo

Iniziamo così:

Il mio NickName è Sam, ho 21 anni ed il 26 Giugno del 2018 ho stravolto la mia vita.

Lavoravo in una Segreteria, ero verbalizzatrice ed insegnavo le discipline caraibiche (salsa, bachata, ecc..) soprattutto con i bambini.

Ho inziato così la mia introduzione  perchè quel giorno lasciai tutto ciò che avevo in Italia per venire qui ad Oxford ed iniziare un’esperienza che di lì a poco mi avrebbe cambiato la vita.

Ho scelto come descrizione del Mio Blog una frase che rappresenta in parte ciò che ho intenzione di scrivere.

Sono venuta ad Oxford per imparare l’inglese e cambiare ambiente quando invece alla fine è stato l’ambiente stesso a cambiarmi , non proprio me, ma il mio punto di vista, adesso ho occhi nuovi , pieni di scene , di momenti, e di tantissime belle cose che voglio condividere.

Non preoccupatevi, non parlerò di ciò che sono le mie serate qui ma questo Blog avrà per lo più caratteristiche antropologiche e sociologiche.

Mi spiego meglio, nella casa in cui vivo , la famiglia ospita le ragazze che son qui per studiare, ragazze provenienti da qualsiasi parte del mondo e questa situazione dal primo giorno qui non ha fatto altro che incuriosirmi e farmi rimanere incantata.

Ogni nuova ragazza è una nuova scoperta, le sue differenze dovute alla propria città di provenienza, il suo carattere dovuto ad un’educazione , a volte, di gran lunga differente dalla mia, il modo di approcciarsi alla gente , e tantissimi altri particolari che mi han fatto dire: Perchè non scrivere di questa esperienza e perchè non farlo tramite un blog dove poter condividere quest’ultima?

Ognuna di loro mi insegna qualcosa e lascia un segno nella mia vita che mi apre la mente e migliora il mio essere, son segni indelebili che porterò nella mia memoria per sempre.

Detto ciò vi auguro una buona lettura impegnandomi con voi a non farvi annoiare e a riuscire a leggere ogni mia parola di ogni mio articolo con estremo piacere.

Sam

 

L’irraggiungibile Principessa.

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C’era una volta una una ragazza perseguitata da una delle maledizioni più brutte che la vita potesse prodigare: chiunque poteva toccarla ma nessuno poteva mai amarla.

Passò anni della sua vita a trovare il suo Principe, un giorno pensò di averlo trovato, pensò che la sua maledizione si fosse finalmente spezzata, invece dopo qualche anno scoprì che in realtà ciò che di cui lei eri innamorata non esisteva e che i sentimenti di lui erano così fragili che come vetro si distrussero in un attimo.

La principessa continuava la sua ricerca ma qualsiasi principe lei trovasse le diceva che era una persona speciale , fantastica ma che non poteva provar nulla nei suoi confronti.

Quando una persona si avvicinava alla sua vita inizialmente andava tutto bene , lei si lasciava andare alle sue braccia perchè la sensazione di sentirsi apprezzata anche solo per quei pochi istanti fosse durata la faceva star bene momentaneamente, poi dopo qualche giorno il solito freddo finchè tutto andava di nuovo a rompersi con le stesse parole.

Aveva letto sul web che intrecciandosi i capelli sarebbe diventata più forte e che il dolore sarebbe stato intrappolato, ogni sera si svegliava di notte piangendo e iniziava ad intrecciarsi i capelli ma dopo anni ormai non funzionava più.

Tutti le dicevano che col tempo si sarebbe abituata, che sarebbe stata più forte , che queste cose non fanno altro che rafforzare l’Io e renderlo ancora più meraviglioso, lei invece ogni giorno perdeva un pezzo, il suo cuore iniziava a perdere di luce ed ogni abbandono in più creava una crepa.

Non voleva diventare ancor più meravigliosa , non voleva rafforzarsi , non voleva crescere , lei voleva solo che qualcuno potesse amarla, al di là del suo aspetto, si chiedeva come fosse possibile che tutti in sua compagnia passassero delle serate magnifiche , si divertissero, ridessero, e poi dopo pochi giorni si rendessero già conto, come se fosse qualcosa di meccanico, di non poter provare nulla, di non poter iniziare nulla, e di dover andar via come nulla fosse , come se la principessa fosse qualcosa di non umano.

La cosa che la feriva di più era quando qualcuno guardandola insieme a dei bambini le diceva che un giorno sarebbe stata una madre fantastica , o che guardandola far qualcosa in casa o far qualcosa per qualcuno le diceva che un giorno sarebbe stata una compagna, una moglie fantastica, ma lei piangendo dentro e sapendo della sua maledizione sapeva che forse non sarebbe mai arrivato tutto cio’, che non avrebbe mai avuto la gioia che desiderava tanto, e che forse non si sarebbe mai sentita protetta e felice nelle braccia di un uomo per più di 2 o 3 giorni.

Oggi la principessa piange di notte di nuovo, si è intrecciata i capelli per non far uscire le lacrime ma è stato troppo tardi, ha deciso che forse è meglio non aprirlo più il cuore, che non vale la pena dare il meglio di sè ogni volta come fosse una competizione, che non vale la pena far sorridere una persona se poi la stessa non può far altro che farti piangere, ha capito che forse deve convivere questa maledizione per tutta la vita e che non permetterà più a nessuno di poterla ferire ancora.

“Dedicato a chi si sia sentita sola, delusa, usata, svuotata e non abbastanza”

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Per quasi tutte le bocche sentite parlare in questa casa vi era un problema che accomunava tutte:

Il sentirsi insicure, sole e deluse da qualcuno.

Son venuta qui anche per chiudere capitoli, in quel momenti dolenti , della mia vita e la maggior parte delle delle volte essendo la più grande , mi trovavo a dare consigli che, ahimè, io non sono mai stata in grado di rispettare.

A tutti è capitato di soffrire per qualcuno, ma ancor più grave a tutti, o alla maggior parte, ci è capitato di sentirci svuotate, sole e con la paura di non riuscire più a ricostruire ciò che eravamo, dopo essere cadute a pezzi.

Io ho testato la teoria del :

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore

E fatemelo dire: Non ha funzionato per nulla!

Solo quando ci sentiamo sole e ci conviviamo con questa solitudine, iniziamo a fare dei ragionamenti che ci fanno aprire gli occhi e ci rendono più forti.

All’inizio mi faceva paura guardare tutto ciò che mi è successo con prospettive diverse, mi sentivo stupida a vedere quando mi hanno usato, quanto hanno giocato con la mia fragilità e il mio desiderio di amare ed essere amata, ma era proprio ciò che mi fregava, e ciò che frega la maggior parte di noi!

Il desiderio di essere amate, spogliandoci di qualsiasi cosa, dimostrandoci fragili ed incapaci di rimanere da sole.

Con questo non ci do una colpa, noi riusciamo ancora a sognare, siamo come dei bambini, ingenuamente ci fidiamo, ingenuamente ci innamoriamo, ingenuamente ci ritroviamo da sole in un letto disfatto.

Al primo bacio ci illudiamo che abbiam trovato l’amore, la seconda volta siamo più attente e attendiamo del tempo per darci illusioni, alla terza iniziamo freddamente, ma dopo tante dimostrazioni ci lasciamo andare, dopo quest’altra delusione iniziamo a non provare quasi più nulla, a non fidarci più di nessuno, a non riuscire nemmeno più a piangere.

“Dimmi se tutto è andato come pensavi te o se non piangi perchè non hai più neanche le lacrime”

E ripeto: Non do la colpa a noi, per cui avere il principe azzurro era un sogno da quando eravamo bambine.

Ma Voi? Che ci avete usate, che ci avete illuso e poi deluso, che ci avete svuotato persino della dignità, Voi!

Riuscite a dormire la notte?

Non vi mangiano i sensi di colpa per aver fatto piangere una donna e averla fatta sentire un oggetto?

Non vi vergognate per averla illusa?

Per averle fatto credere che il problema fosse lei? E non perchè magari voi stessi avete genitali al posto del cervello.

Non vi sentite dei gran coglioni ad usare sempre le solite parole dopo aver ottenuto ciò che volevate:

Mi dispiace, ma non mi sento pronto – Esco da una relazione complicata – Non ho la testa per affrontare una relazione – Penso ancora al mio matrimonio andato a puttane.

Non pensate alla cosa più importante :

Nella situazione complicata ci state mettendo la persona che avete di fronte, quella donna che magari 10 minuti prima vi stava guardando con gli occhi più fiduciosi, con la bocca più amorevole, con le parole più dolci del mondo.

A voi “uomini” vi consiglio di iniziare ad essere Umani, a pensare con la testa ed ad avere anche la tale leggerezza di una donna con il desiderio di essere soltanto amate.

Guardandoci un po’ più gli occhi e meno le parti intime come TROFEO!

E per voi care amiche: AMATE VOI STESSE, io sto imparando a farlo, nonostante il modo in cui ci abbiano fatto sentire, abbiamo il potere di rialzarci e ricreare il bellissimo fiore che eravamo e che silenziosamente ancora siamo.

Arriverà l’amore, nel frattempo troveremo tanti altri insignificanti esseri umani pensanti al proprio ego, ma alla fine saremo stupite e stravolte dall’alba più bella vista fin’ora, perchè no.. L’amore della nostra vita.

From Oxford With Love,

Sam.

Casa e sfiancanti Arrivederci

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Penso sia capitato a tutti dover salutare una persona a volte dicendole persino addio.

Nell’ultimo periodo della mia vita mi capita di farlo ripetutamente e non è per niente qualcosa di carino o semplice, anzi , penso sia di gran lunga una delle cose più difficili che possa capitarci nell’arco della vita.

Molti dicono che con il tempo ci si abitua e la reazione corrispondente inizia ad alleggerirsi notevolmente, per quanto mi riguarda , nonostante le mie reazioni siano cambiate, si manifestano con un dolore inspiegabile.

Torni a casa dopo essere stata via per un po’, non appena inizi ad intravedere il tuo Paese dal finestrino iniziano a cadere lacrime di gioia, non riesci a fermarle, e non sei nemmeno in grado di spiegare alla persona seduta accanto che non c’è niente che non va , al contrario , stai vivendo uno dei momenti più belli ed emozionanti.

I minuti di attesa per scendere dall’aereo sembrano ore, nonostante tu abbia aspettato un tempo di gran lunga maggiore per tornare, controlli, prelievo della valigia, ed eccoci fuori, sembra tutto così bello.

Inizi il giro delle persone che vuoi rivedere nel più breve tempo possibile, tutto sembra così surreale  e le emozioni sono così forti che son sicura che sarebbe impossibile racchiuderle in un articolo, le strade son tutte uguali e nella tua mente inizia il film di tutti i ricordi racchiusi in ogni singolo posto, ora hai solo voglia di tornare a casa.

Inserisci la chiave dentro la serratura e finalmente sei dentro, non c’è mai stato profumo più bello, e rimani per un attimo ferma solo per riempirti le narici.

Quella piccola palla di pelo è li ad aspettarti come se non avesse fatto nient’altro da quando sei andata via, inizia a saltare , poi abbaia quasi arrabbiato per essertene andata.

La prima frase che mi esce dalla bocca è: Voglio il bidè!

Poi ecco che arriva tua madre , è sempre così bella , e le dai un abbraccio che racchiude tutti quelli che non hai potuto darle in questi mesi.

Mamma come mi sei mancata, quando tornavo le notti rimanevo a guardare te e il cane sul divano come se al mondo non ci fosse cosa più bella, guardavo il tuo viso che era finalmente felice nell’averci a casa e avrei voluto che il tempo si fosse fermato in quel momento, che mi sapeva di perfezione.

La cosa bella, strana e nello stesso tempo triste è che ti rendi conto che nulla è cambiato, anche i motivi che mi han portato in parte a prendere la decisione di andarmene son sempre lì immutati e ci son momenti dove vorresti rimanere altri dove vuoi ripartire anche per paura di non avere più il coraggio di salire su quell’aereo.

I giorni quando ritorni volano, naturalmente, e più si avvicina il giorno della partenza più inizia a salire un certo magone, cerchi di fare tutto ciò che a cui hai rinunciato nei mesi fuori, cosa quasi impossibile , ma il tenersi impegnato ti aiuta anche a non pensare che tra pochi giorni tutto sarà finito e dovrai tornare a quella vita che sicuramente ti sta facendo maturare, ti sta facendo crescere, stai imparando una nuova lingua, ma che sai a malincuore che non è paragonabile alla TUA CASA.

Poche ore prima della partenza inizia il nervoso e la tristezza, il pensiero di tornare in un posto dove il letto è diverso dal tuo, dove il profumo è differente dove non c’è nessuno ad aspettarti come la tua famiglia e le persone care, dove dovrai rinunciare a quegli abbracci che tolgono il fiato, a quelle serate passate ballando, a quell’amore incondizionato di persone che sanno chi sei e ti amano proprio per questo, forse è questo uno dei lati più brutti , dover vivere insieme a qualcuno che non potrà mai volerti bene e conoscerti come quelle che ti aspettano a casa, sarai sempre e solo qualcuno come altri e non riesci a sentirti speciale come capitava di sentirti a casa.

Vorresti evitare i saluti, sai che devi essere forte e trattenere le lacrime , ma non ci riesci mai , non appena tua madre ti abbraccia iniziano a scendere da sole quelle lacrime bastarde, saluti i nonni che non vorrebbero lasciarti andare, saluti gli amici sperando di trovarli ancora li al tuo ritorno, saluti anche qualcuno con cui magari hai legato in quei pochi giorni, e forse di quest’ultimi sei ancora  più preoccupato, vi chiederete il perchè…

Bene,,, con una mamma, un padre, un parente, un amico stretto vi è un rapporto alla base che la distanza non riesce a distruggere, sai a malincuore che con chi hai stretto un legame in pochi giorni vi è una percentuale minima che resista alla distanza. si distruggerà prima che avrete modo di rivedervi, perchè son stati pochi i giorni per rendersi conto d avere tra le mani qualcosa per cui valga la pena aspettare, penso che così son finite sul nascere future grandi amicizie, futuri grandi Amori…

Ho aspettato un po’ davanti al gate sperando che il mio volo fosse stato rimandato, ponendomi domande del perché me ne stessi andando, e del perché non restassi ancora, ma sarebbe stato un fallimento rinunciare proprio adesso, a metà strada di questa esperienza, casa sarà sempre lì ad aspettarmi le occasioni invece una volta passate non ritornano.

Seduta al mio posto mi son sentita fortunata di non riuscire a vedere il mare, così da non provocarmi ancor maggiore malinconia, ho chiuso gli occhi e ho dormito per tutto il viaggio sognando il giorno in cui tornerò nuovamente a CASA.

E’ solo un arrivederci, non sarà mai un addio, ma ti lacera dentro ugualmente.

Macchine Lavoratrici ma Felici

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E’ entrata la prima volta da quella porta con uno sguardo basso e un disagio mai visto fino a quel momento.

:-Piacere, Sono Samuela , la ragazza au pair.

Mi risponde a malapena dicendomi il suo nome. Nella mia testa iniziano a girare tanti pensieri, e una vocina mi dice di far qualcosa in quanto rimanere sulla soglia della porta non è molto consono. Prendo la sua valigia e la porto su, mi dice grazie e si chiude in camera.

Premetto che qualsiasi cosa che scriverò non è a scopo  di offendere qualcuno ma semplicemente descrivo ciò che percepisco e ciò che il soggetto preso in considerazione ha piacere a raccontarmi.

Tra me e me, ho subito pensato che non ho mai capito il comportamento dei Cinesi, il motivo del loro silenzio, aggiungerei non per esagerare ,infernale, e del perchè la maggior parte delle mie azioni vengono viste strane o addirittura arrivano a fargli sentire a disagio,

Quel giorno è scesa a cena, c’erano le altre ragazza in casa e cercavamo di avere una conversazione, lei cercava in tutti i modi di rimanerne fuori ed io per una delle poche volte nella mia vita son rimasta in silenzio cercando di non sforzare una situazione di gran lunga imbarazzante dopo solo 10 minuti.

La mattina dopo mi sveglio ed ho il piacere di trovarla al tavolo , le chiedo se avesse dormito bene e se avesse bisogno di qualcosa, inizia a rispondermi con risposte brevi, si , no , si … insomma avete capito.

Decido di continuare il discorso e le chiedo cosa fa in Cina e che scuola frequenta, inizia finalmente a parlare e da questo preciso momento inizio a comprendere qualcosa in più e in parte la motivazione della loro chiusura, se così posso chiamarla.

In Cina, mi dice, quando si è piccoli si inizia a fare il tempo pieno a scuola, la scuola inizia la mattina alle 7.20 e finisce all’incirca alle 6 del pomeriggio, al suono di questa frase mi chiedo dove sia finito il buon senso della Montessori quando esponeva l’importanza del Gioco nella vita dei bambini, ma questo è solo l’inizio!

Di fatti una volta che i bambini iniziano a far più grandi la scuola decide che quelle ore non sono abbastanza e le prolungano a circa 15 ore al giorno, inizio alle 7.20 fine circa alle 22/23.

In mente in quel momento ci sono tante domande, e forse espongo la meno sensata:- Sei felice?

Lei mi risponde che è felice e che si sente persino fortunata in quanto in altre parti della Cina la scuola occupa ancora più ore durante la giornata e non vi è alcun tipo di vacanza nè nel weekend nè in generale (estate, o roba così).

In quel momento mi sono sentita così superficiale, e così piccola, come non mai, e pensavo come avessi fatto fino a quel momento a “giudicare” o addirittura assegnare uno stereotipo alle varie etnie senza mai pensarne le motivazioni che li portano ad avere un comportamento così.

Non l’ho vista molto nella settimana che ha trascorso qui, preferiva stare in camera a studiare presuppongo.

Il giorno della sua partenza le chiedo come si sentisse al pensiero di iniziare questa nuova esperienza per 4 mesi in una nuova scuola, la sua risposta mi ha intenerito e in quel momento volevo abbracciarla ma so che non sono amanti del contatto umano.

Mi spiego… Mi dice che era impaurita, che non conosceva nessuno, ed io le dico che conoscerà qui qualcuno e che può chiamarmi quando vuole se dovesse aver problemi, con una voce sottilissima mi risponde che non le è facile che non è molto sociale e che non sa come si fa ad approcciarsi con la gente.

Questo è stato il secondo momento in cui mi son risentita superficiale nel giro di una settimana, le ho augurato una buona esperienza ed è andata via.

Se solo avessi insistito nel parlare forse lei si sarebbe aperta prima e forse avrei potuto darle qualche consiglio, ci ho pensato per tutto il giorno finchè mi son detta che era inutile piangere sul latte versato e che forse la situazione si sarebbe svolta nella stessa identica maniera.

Non ho più avuto notizie di lei, finchè un giorno non ci hanno chiamato dalla scuola dicendo che lei era stata davvero bene con noi  che si era trovata bene con la famiglia ed in generale con la situazione della casa.

in un certo modo adesso so che anche io le ho lasciato qualcosa e che nel mio piccolo l’ho aiutata ad entrare in un mondo completamente diverso dal suo, spero un giorno di risentirla e sapere i progressi avuti a distanza di tempo, spero che lei si goda questa esperienza e che trovi delle persone che non si fermano alla sola apparenza ma che le scavino dentro e la guardino e l’accettino fino in fondo.

Ovunque tu sia adesso ti auguro una buona vita!

P.s : la prima domanda che le ho posto è stata se le piacessero i cani,  al suo no ho fatto un sospiro di sollievo ed ero tentata di chiederle se ci avessi aggiunto un po di Ketchup se fosse cambiato i suo pensiero. :,)

From Oxford with Love

Sam

Una dolce scoperta

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Il primo giorno che è arrivata non spiccicava parola, non alzava quasi mai lo sguardo e cercava di farsi vedere il meno possibile.        All’inizio ho pensato di quanto il popolo giapponese sia sempre così timido e di poche parole, l’ho osservata per giorni ed ogni giorno senza arrendermi a tavola le facevo sempre la stessa domanda, forse perchè sapevo che come me all’inizio parlava poco inglese e cercavo di farla sentire a proprio agio, ponendole semplici domande per permetterle di rispondere.

Passata una settimana ha iniziato a parlare di più, eravamo due italiane in casa e due ragazze argentine, e quando arrivava il momento della cena tutti ridevano per la mia solita domanda, tranne lei , penso che non ci sia domanda più bella alla sera di : Com’è andata la tua giornata?

Può sembrare una domanda abbastanza banale ma oltre alla facilità di comprensione in inglese e di facile risposta, penso che sia una della domanda più belle che una persona possa ricevere, alzi la mano a chi non fa piacere sapere che c’è qualcuno interessato alla vostra giornata, a voi!

Ogni giorno la sua risposta era sempre la stessa : Very Good!

Poi dopo giorni ho compreso che non diceva ciò solo per mancanza di conoscenza di altre parole, ma perchè tutte le giornate passate per lei erano davvero qualcosa di speciale ed unico. Perchè?

Beh… Un giorno le chiesi cosa facesse in Giappone, mi rispose che studiava , e le continuai a chiedere cosa facesse oltre allo studio, e appresi che non faceva quasi nient’altro.

A 20 anni non aveva ancora avuto la fortuna di passare una serata con i propri amici, di andare in un pub e godersi una birra a suon di musica nè tanto meno aveva mai visto una discoteca.

I suoi genitori sono molto restrittivi e l’educazione, in generale, in alcune parti della Giappone, è davvero una dura educazione fondata sul prima il dovere e dopo il piacere , non inteso come in Italia ad esempio , prima lo studio e dopo magari puoi uscire fuori casa, ma un significato di gran lunga più ampio non inteso ad una serata ma su un’intera vita: prima lo studio , poi il lavoro , poi piacere.

Mi promisi da quel giorno di farle godere per quelle poche settimane qui i piccoli piaceri della vita, in gran parte quelli elencati prima.

Con estremo stupore e felicità vedevo davanti ad i miei occhi il suo cambiamento, parlava di più , usciva di più con me , aveva piacere nel conoscere la gente, le piaceva bere cocktail, vino e alla fine anche la birra, le piaceva camminare dentro il centro di Oxford, le piaceva sorridere quasi per dimostrarmi la sua gratitudine, anche se non ne avevo bisogno, si aprì così tanto che un giorno ha persino ballato con me e le altre ragazze, se rivedo il video tutt’ora non ci credo.

Arrivò il momento di salutare la mia amica italiana, e per il primo giorno dopo due settimane alla mia solita domanda lei rispose: Sono un pò triste perchè è andata via.

Può sembrare stupido, ma a me veniva da piangere, un pò perchè non me lo sarei mai aspettato, un pò perchè anche io ero davvero triste per lo stesso motivo.

Da quel giorno qualcosa ci ha legato di più e in quella sua ultima settimana uscì la vera e bellissima persona che era in lei, ed era sempre stata, una delle cose più belle con lei è stata quella di tornare un pò bambina e rimanere sorpresa anche io per le piccole cose che ormai ,prima di lei , davo per scontato.

Vi faccio un esempio, ogni sera lei mi accompagnava a portare il cane, era forse una delle cose che le piaceva di più, ed al ritorno ripetevamo sempre lo stesso “gioco” per occupare il tempo: contavamo i ragni che c’erano fuori ad alta voce, due mesi fa avrei definito ciò stupido, ma con lei, non so per quale motivo qualsiasi cosa diventava divertente e piacevole.

Mi accorgo sempre di più di quanto son stata superficiale in questi anni, assegnando un target alle varie etnie non soffermandomi sul perchè loro abbiano certi comportamenti totalmente differente dal mio e del perchè certi miei comportamenti a volte siano per loro motivo di disagio , persino di sconvolgimento,

Arrivammo all’ultimo giorno, gli ultimi giorni a me non son mai piaciuti da quando son qui, lei mi lasciò un pensiero ed una lettera di ringraziamento per tutto ciò che le avevo fatto vivere, penso sia stata una delle più belle lettere ricevute nella mia vita, e son contenta di averle lasciato questo bellissimo ricordo.

Se ora ripenso all’ultimo giorno mi vengono i brividi, non mi sarei mai aspettata che lei piangesse e dicesse certe cose, non mi sarei mai aspettata di quanto lei era così una bella persona , e ora posso fermamente dire che in realtà non è stata solo lei a fare delle nuove scoperte, bensì ringrazio lei per essersi rivelata una delle più belle e dolci scoperte della mia vita.

From Oxford with Love

Sam